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VIA-VAI-PORTALE-COMUNICAZIONE2
speranza - centro francescano di ascolto 2026  Q

SPERANZA: DALLE PAROLE AI FATTI

CONVENTION 38° ANNO
domenica 25 gennaio 2026

Sala S. Bellino del Seminario Vescovile S. Pio X
Rovigo via G.Pascoli 51
ingresso libero



Echeggiano forti le parole che ci ha lasciato Papa Francesco: "E, per favore, non lasciatevi rubare la speranza!”

PROGRAMMA

ore 8.30 Celebrazione Eucaristica
ore 12.15 Dibattito

Livio-Ferrari-1

ore 9.30
NON SOGNI MA SPERANZE
Livio Ferrari
Presidente Centro Francescano di Ascolto

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MARCO MASCIA-1

ore 10.15
A DIFESA DEI DIRITTI UMANI E DELLA PACE 
Marco Mascia
professore di Relazioni internazionali nell’Università di Padova. 

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IVAN GROZNY COMPASSO-1

ore 11.15
SPERANZA:DALLE PAROLE AI FATTI 
lvan Grozny Compasso
giornalista freelance e documentarista

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Il tema della convention del Centro Francescano di Ascolto, nel suo trentottesimo anno di vita, è incentrato sulla “speranza”.

In questo tempo dove molti si sentono oppressi dai venti di guerra, ormai non troppo lontani da noi, preoccupazione e paura per i figli, i giovani e un interrogativo che riguarda le generazioni future: “in che mondo vivranno?”, echeggiano forti le parole che ci ha lasciato Papa Francesco: "E, per favore, non lasciatevi rubare la speranza!”.

Non lasciamoci, perciò, rubare la speranza da coloro che calpestano i diritti dei più fragili, che seminano morte e distruzione per arricchirsi, che mettono in primo piano i loro interessi e non le vite delle persone. Dobbiamo rinnovare la promozione della speranza e non arrenderci, per alimentare quel mondo che vorremmo fosse fatto di rispetto, ascolto e dignità per tutti, il contrario di quanto ci stanno propinando gli attuali regimi politici con scelte che portano esclusivamente all’odio, al risentimento, alla contrapposizione e, perciò, alla divisione sociale.

Per questo non possiamo abbandonare la lotta per creare speranza, che spesso diventa realtà solo quando non ci accontentiamo, quando siamo così utopisti da non fermarci nonostante tutto, da costruire i nostri obiettivi su delle aspettative fino a prima impensabili ma da cui dipende direttamente la nostra convivenza di pace. 


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