
ALESSANDRA RUSSO
FABIO FORNACIARI
Stagione Concertistica 2026
Associazione Musicale F.Venezze
domenica 12 aprile 2026 ore 17.00
Rovigo Auditorium Tamburini
ALESSANDRA RUSSO
flauto
FABIO FORNACIARI
pianoforte
HEUGÈNE BOZZA (1905-1991)
Image pour flûte seule, op. 38 (1939)
LOWELL LIEBERMANN (1961)
Sonata per flauto e pianoforte, op. 23 (1987)
Lento
Presto
ALEKSANDR SCRJABIN (1872-1915)
Valse per pianoforte op. 38 (1903)
SERGEI PROKOFIEV (1891-1953)
Sonata per flauto e pianoforte, op. 94 (1943)
Moderato
Scherzo (Presto)
Andante
Allegro con brio
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Images per flauto solo di Eugene Bozza fu pubblicato nel 1940 e dedicato al flautista Marcel Moyse docente presso il Conservatorio di Parigi. I primi abbozzi dell’opera risalgono al 1936, quando il compositore soggiornava presso Villa Medici a Roma. Aveva infatti ottenuto il Prix de Rome, la prestigiosa borsa di studio che lo Stato francese assegnava annualmente ad un allievo promettente per dargli la possibilità di perfezionare gli studi in Italia.
Images si presenta come una libera improvvisazione post debussiana, evocativa e seducente, che attraverso sei sezioni contrastanti mette in evidenza le potenzialità espressive del flauto.
Il valzer op 38 per pianoforte di Alexander Skrjabin appartiene agli anni cosiddetti ”romantici” del compositore russo. L’utilizzo della forma del valzer è un evidente richiamo al modello chopiniano che però viene rivisto sotto una luce nuova ed originale: la linea melodica principale, infatti, ripresa più volte nel corso del brano, prende vita con una quartina ed una quintina sul ritmo ternario della mano sinistra, creando una fram- mentazione sonora che dà vita ad un’atmosfera di sognante instabilità e sospeso lirismo.
La sonata per flauto e pianoforte di Lowell Liebermann fu commissionata dal festival di Spoleto ed eseguita per la prima volta dalla flautista Paula Robinson nel 1988. Questo brano è considerato uno tra i più impegnativi nel repertorio flautistico sia per la difficoltà tecnica, sia per la raffinatezza musicale ed è entrato a far parte stabilmente del repertorio cameristico di questo strumento.
Il primo movimento, Lento con rubato, misterico e sospeso, è percorso da improvvisi sfoghi di drammatica violenza. Appare così l’evocativa l’immagine di un paesaggio desolato, forse una tundra artica, caratterizzato da una diafana cantabilità intrisa di tinte fredde e cupe. Il presto energico, costruito con raffiche di suono improvvise e impervi acuti laceranti, è un movimento tempestoso e irruento che mantiene la travolgente intensità emotiva fino al roboante finale pirotecnico.
Prokofiev scrisse la sonata per flauto durante il suo esilio a Perm e fu eseguita nel dicembre del 1943 dal flautista Nikolai Charkosky e dal pianista Sviatoslav Ricther. Il famoso violinista David Oistrakh, che ascoltò la prima esecuzione, ne rimase così impressionato da chiederne una trascrizione per violino. Nonostante questa composizione abbia visto la luce in anni tormentati dalla tragedia del secondo conflitto mondiale, risulta essere uno dei brani più solari e positivi del compositore russo.
La sonata racchiude una freschezza inventiva e un vivace senso dell’umorismo sin dal moderato iniziale, contrassegnato da una cantabilità melodica lussureggiante. Lo scherzo spicca per la finezza e l’eleganza della scrittura, men- tre l’andante e lo spumeggiante finale rivelano, pur nella frastagliata varietà ritmica, quel gusto per la forma e la quadratura musicale che riverbera sin dagli esordi del compositore sovietico come per esempio nella famosa sinfonia classica.
Marco Schiavon





