
I CONCERTI PER CLAVICEMBALO E ARCHI
DI JOHANN SEBASTIAN BACH
Stagione Concertistica 2026
Associazione Musicale F.Venezze
concerto in collaborazione con il Teatro Sociale

domenica 22 marzo 2026 ore 17.00
Rovigo Ridotto del Teatro Sociale
SIMONE BASSI ASTOLFI, FEDERICA BIANCHI, ANNA CORTINI, ELEONORA LUCHETTI, MATTIA VARISCO, ZHANG YANG, FRANCESCO ZAGGIA clavicembali
GIULIO TOBIA SIGNORILE, BEATRICE GIACCA violini
GIUDITTA MARCOLINI viola
LUCA DONDI violoncello
JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)
Concerto in re minore per 3 clavicembali
e orchestra, BWV 1063 (1735-1736)
Allegro
Alla Siciliana
Allegro
Solisti: Simone Bassi Astolfi, Francesco Zaggia,
Zhang Yang, clavicembali
Concerto in do maggiore per 3 clavicembali
e orchestra, BWV 1064 (1735-1736)
Allegro
Adagio
Allegro assai
Solisti: Eleonora Luchetti, Mattia Varisco,
Anna Cortini, clavicembali
Concerto in la minore per 4 clavicembali
e orchestra, BWV 1065 (1735-1736)
Allegro
Largo
Allegro
Solisti: Federica Bianchi,
Eleonora Luchetti, Mattia Varisco,
Simone Bassi Astolfi, clavicembali
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Nel far assurgere il clavicembalo a strumento solista e concertante con gli archi, Johann Sebastian Bach compie una di quelle operazioni di innovazione nella tradizione in cui è maestro sommo. L’innovazione sta nell’attribuire un nuovo ruolo al prediletto clavicembalo e insieme nel trasformare sensibilmente il concerto barocco, che fino a quel momento aveva identificato il solista con uno strumento melodico, arco o fiato che fosse, inadatto per sua natura a condurre un discorso polifonico. Di contro, la tradizione è evidente nella sistematica applicazione della tecnica del riutilizzo di musica preesistente, anche di altri autori, Vivaldi in testa.
Dunque il clavicembalo può scoprire nuove potenzialità espressive, realizzando un innesto delle proprie capacità polifoniche su una pianta, quella del solista del concerto barocco, fino a quel momento essenzialmente monodica. Il tutto grazie ad un utilizzo massiccio delle "parodie", ossia di rielaborazioni in un diverso contesto di lavori già esistenti, propri o altrui; è un uso caratteristico di tutta l'epoca barocca, pienamente spiegabile con il carattere di consumo immediato della produzione musicale, destinata non certo ai posteri ma ad occasioni specifiche, concrete e irripetibili.
Quelle evidenti ascendenze vivaldiane, che già avevamo sottolineato nel programma del concerto del 15 febbraio, sono ben presenti anche nei Concerti per tre e quattro clavicembali, in programma stasera. Il Concerto BWV 1063 è infatti concepito nello spirito del concerto grosso e con procedimenti formali assunti in parte proprio da Vivaldi e da altri maestri delia scuola violinistica italiana, che Bach arricchisce di una densità contrappuntistica tutta sua, evidente nell’Allegro finale in forma fugata, affidata ai tre clavicembali, mentre gli interventi orchestrali realizzano soprattutto una funzione di sostegno armonico ai soli o di sottolineatura delle riprese tematiche.
Gli studi musicologici fanno derivare con certezza il Concerto per tre cembali BWV 1064 da un concerto precedente non pervenutoci, che potrebbe verosimilmente essere stato scritto per tre violini. La scrittura dell’Allegro iniziale è compatta, e nient’affatto dialogica fra i tre solisti. Segue un Adagio centrale profondamente meditativo, a cui si contrappone il finale, anche questa volta in stile fugato, che si conclude con ben tre cadenze virtuosistiche, una per ciascuno dei tre strumenti solisti, di lunghezza progressivamente crescente. Infine, il Concerto BWV 1065 per quattro cembali, che è un'elaborazione del Concerto op. 3 n. 10 per quattro violini, violoncello e archi in si minore dall'Estro armonico di Antonio Vivaldi.
Dunque, una rivisitazione apparentemente pedissequa, ma in realtà nuova nell'effetto fonico, profondamente trasformato dalla inconsueta moltiplicazione degli strumenti a tastiera. Come in un fascinoso gioco di specchi, l'equilibrio costruttivo risulta profondamente alterato, a conferma delle incredibili potenzialità creative dell’umile arte della trascrizione.
Nicoletta Confalone





