
PREMIO VENEZIA
Daniele Martinelli pianoforte
Stagione Concertistica 2026
Associazione Musicale F.Venezze
domenica 8 marzo 2026 ore 17.00
Rovigo Auditorim Tamburini
DANIELE MARTRINELLI pianoforte
GYÖRGY KURTÁG (1926)
selezione da Játékok
Vol. IX & X (2017-2021)
ROBERT SCHUMANN (1810-1856)
Kreisleriana Op.16 (1838)
I. Ausserst bewegt II. Sehr innig
III. Sehr aufgeregt IV. Sehr langsam
V. Sehr lebhaft VI. Sehr langsam
VII. Sehr rasch VIII. Schnell und spielend
ALEXANDR SCRJABIN (1872-1915)
Sonata No.10 Op.70 (1913)
Vers la flamme Op.72 (1914)
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Il programma di questo concerto traccia un arco intenso che attraversa quasi due secoli di musica per pianoforte, unendo introspezione, frammenti e dense visioni estatiche.
I Játékok di György Kurtág, iniziati negli anni Settanta e proseguiti fino agli ultimi volumi IX e X, non sono semplicemente una raccolta didattica, ma un vero e proprio diario di vita musicale. Kurtág concepisce questi brevissimi pezzi come “giochi” nel senso più profondo: esplorazioni elementari del suono, del gesto e della memoria. Molti brani sono dedicati ad amici, musicisti scomparsi o a ricordi personali; la forma aforistica diventa così veicolo di una concentrazione emotiva estrema.
In questa musica, il silenzio è parte integrante del discorso, come se ogni nota fosse una parola necessaria e nulla più. Kreisleriana di Robert Schumann rappresenta uno dei vertici più interessanti del Romanticismo pianistico. Ispi- rata alla figura letteraria di Johannes Kreisler, il musicista visionario creato da E.T.A. Hoffmann, l’opera riflette in modo eloquente il dualismo psicologico tanto caro a Robert, incarnato nei suoi alter ego (Florestano ed Eusebio).
Scritta in un periodo di profonda tensione emotiva e di lontananza forzata da Clara Wieck, la Kreisleriana alterna slanci impetuosi e ripiegamenti lirici, come un flusso di coscienza musicale, anticipando una sensibilità quasi moderna. Con Alexandr Scrjabin, il percorso si sposta verso una dimensione visionaria e mistica. La Sonata n.10 op.70 appartiene infatti all’ultimo periodo del compositore ed è spesso definita “sonata degli insetti”, per le figure tremolanti e luminose che sembrano vibrare nello spazio sonoro.
Scrjabin, influenzato dalla teosofia, concepisce la musica come mezzo di elevazione spirituale: il pianoforte diventa strumento di trasfigurazione. Questa tensione culmina in “Vers la flamme”, uno dei suoi brani più celebri. Qui l’idea del fuoco, simbolo di dissoluzione e rinascita, si traduce in un crescendo inesorabile, quasi apocalittico. Scrjabin era convinto che l’umanità stesse andando incontro a una trasformazione cosmica, e questa pagina sembra spingersi “verso la fiamma” in una dimensione non solo sonora, ma metafisica.
Dai frammenti essenziali di Kurtág all’estasi finale di Scrjabin, il programma mette in dialogo interiorità, memoria e visione, mostrando come il pianoforte possa essere, di volta in volta, confessione intima, teatro dell’anima e strumento di rivelazione.
Gerardo Felisatti





