
YOAV LEVANON
Stagione Concertistica 2026
Associazione Musicale F.Venezze

domenica 10 maggio 2026 ore 17.00
Rovigo Teatro Sociale
RECITAL
YOAV LEVANON
pianoforte
JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)
arr. Alexander Siloti (1863-1945)
Preludio in Si minore
(dal Preludio in mi minore BWV 855a)
FRYDERYK CHOPIN (1810-1849)
Ballata n. 1 in sol minore op. 23 (1836)
Ballata n. 2 in fa maggiore op. 38 (1840)
Ballata n. 3 in la bemolle maggiore op. 47 (1842)
Ballata n. 4 in fa minore op. 52 (1843)
SERGEJ VASIL'EVIČ RACHMANINOV (1873-1943)
Variations on a Theme of Chopin
op. 22 (1902-1903)
MAURICE RAVEL (1875-1937)
Menuet sur le nom de Haydn (1909)
MILIJ ALEKSEEVIČ BALAKIREV (1836-1910)
Islamej – Fantasia orientale op. 18 (1869)
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Il programma di questo concerto mette in dialogo tradizione e trasformazione, mostrando come il pianoforte diventi, nel corso dell’Ottocento e del primo Novecento, uno spazio privilegiato di rielaborazione formale, espressiva e virtuosistica.
Il Preludio in si minore nella trascrizione di Alexander Siloti dal Preludio in mi minore BWV 855a di Bach testimonia la fortuna romantica di Bach. Siloti, allievo di Liszt, ne rilegge la scrittura contrapponendo una linea melodica in evidenza a un accompagnamento arpeggiato, adattando il linguaggio barocco alle possibilità timbriche del pianoforte moderno.
Le quattro Ballate di Fryderyk Chopin, costituiscono un corpus unitario e innovativo, in cui la forma tradizionale viene trasformata in un processo narrativo continuo. Il nome delle composizioni si rifà all’omonimo genere letterario, ed è molto probabile che Chopin conoscesse e ammirasse tale forma e ne fosse affascinato al punto da voler non tanto raccontare una storia specifica, ma evocare un processo creativo astratto.
Nella Ballata n.1 in sol minore, l’alternanza tra temi contrastanti genera una tensione drammatica che si risolve in una coda di straordinaria energia. La seconda Ballata è costruita su un netto dualismo formale: a un’idea iniziale di carattere lirico e quasi pastorale si oppone una sezione tempestosa, che irrompe più volte alterando l’equilibrio del discorso.
La Ballata n.3 in la bemolle maggiore presenta una struttura più fluida e circolare, in cui il materiale tematico si trasforma con naturalezza, privilegiando chiarezza e continuità. La quarta Ballata, spesso considerata il vertice del ciclo, si distingue per la complessità della scrittura e per l’uso raffinato della variazione e del contrappunto, che conferiscono all’opera un senso di progressiva intensificazione espressiva.
Le Variazioni su un tema di Chopin op.22 di Sergej Rachmaninov stabiliscono un ponte diretto con il cuore del programma, punto di partenza per una serie di trasformazioni che uniscono omaggio e affermazione di una forte identità pianistica, caratterizzata da ampio respiro sonoro e virtuosismo.
Il Menuet sur le nom de Haydn di Maurice Ravel, scritto per il centenario della morte del compositore, trasforma un raffinato gioco di lettere in una pagina di elegante essenzialità, dove il riferimento classico è filtrato da una sensibilità moderna.
Il concerto si conclude con Islamey di Balakirev, celebre banco di prova virtuosistico di grandi pianisti del passato e presente. Ispirata a melodie caucasiche, l’opera combina esotismo e brillantezza tecnica in una forma libera e trascinante, chiudendo il programma con un’esplosione di energia sonora
Gerardo Felisatti





